Cosa ricordare a colpo d’occhio
Il microcemento è un rivestimento decorativo moderno e resistente, ideale per pavimenti, pareti e ambienti umidi. Facile da applicare con i prodotti giusti e una metodologia rigorosa, permette di ottenere una superficie estetica, senza fughe e durevole. In questo articolo ti spieghiamo come realizzare il microcemento passo dopo passo, come scegliere i prodotti adatti ed evitare gli errori più comuni.
Sommario
- Perché scegliere il microcemento?
- Dove applicare il microcemento?
- Strumenti e prodotti necessari
- Come realizzare il microcemento: le fasi principali
- Gli errori da evitare
- Manutenzione e durata
Perché scegliere il microcemento?
Il microcemento conquista per il suo aspetto contemporaneo e la sua grande versatilità. Offre una finitura liscia, senza fughe, che amplia visivamente gli spazi. Oltre all’estetica, è apprezzato per la sua resistenza all’usura, all’acqua e agli urti quando viene correttamente protetto.
Si adatta sia ai progetti di ristrutturazione sia alle nuove costruzioni, diventando una soluzione ideale per modernizzare un ambiente senza lavori pesanti.
Dove applicare il microcemento?
Il microcemento può essere applicato su numerosi supporti, purché siano stabili, puliti e correttamente preparati. È particolarmente indicato per:
- pavimenti interni
- pareti decorative
- bagni
- cucine
Grazie alle sue proprietà idrorepellenti dopo il trattamento, è perfettamente compatibile con gli ambienti umidi.
Gli strumenti indispensabili
Per realizzare il microcemento nelle migliori condizioni, è necessario utilizzare gli strumenti adeguati. Consigliamo di usare una spatola lisciatrice in acciaio inox o plastica con bordi arrotondati, adatta alla superficie da trattare, oltre a spatole americane per le zone difficili da raggiungere. L’applicazione dei primer e delle protezioni si effettua con un rullo in microfibra.
Un dettaglio spesso trascurato: una spatola già utilizzata deve essere carteggiata sui bordi per evitare di lasciare segni sul supporto.
Come realizzare il microcemento passo dopo passo
Preparare il supporto
Il supporto deve essere asciutto, pulito, stabile, sgrassato, privo di polvere, aderente, rigido, sano, piano, liscio, uniforme e perfettamente asciutto (il tasso di umidità del supporto non deve superare il 5%). Tutte le irregolarità devono essere eliminate. È necessario trattare le giunzioni e i raccordi con il nostro nastro di rinforzo da inglobare e pressare nello strato di primer universale per evitare il rischio di fessurazioni. L’applicazione di un primer è indispensabile per uniformare l’assorbimento e garantire l’adesione. Il nostro microcemento non può fessurarsi da solo, salvo applicazione su un supporto soggetto a movimenti. Occorre verificare l’eventuale presenza di risalite capillari con un test della pellicola plastica per 48 ore oppure con un igrometro.
Il microcemento si prepara rispettando un dosaggio preciso: 3 parti di polvere per 1 parte di resina. La miscela deve essere omogenea, cremosa e priva di grumi. È fondamentale versare la polvere nella resina e non il contrario.
Applicare un primo strato sottile (circa 1 kg/m²), poi un secondo dopo 24 ore di asciugatura. Lavorare sempre in strati sottili. La temperatura durante l’applicazione e l’asciugatura deve essere compresa tra 10°C e 25°C.
Effettuare la lisciatura
La lisciatura è una fase fondamentale: consiste nel levigare il microcemento durante l’asciugatura per chiudere i pori e rinforzare la superficie. Deve essere eseguita al momento giusto, quando il materiale non lascia più impronte al tatto.
Carteggiare
Una leggera carteggiatura (grana 150) permette di eliminare le piccole imperfezioni.
Proteggere
Applicare un turapori seguito da più strati di vernice ad alta protezione. Questa fase determina la resistenza all’acqua e alle macchie. Per rafforzare la protezione consigliamo l’applicazione di 4 strati di vernice.
Le specificità in base ai supporti
Realizzare il microcemento in cucina e sul piano di lavoro
Particolare attenzione deve essere riservata alle zone sensibili come le giunzioni tra parete e alzatina. L’integrazione di un nastro di rinforzo tra il piano di lavoro e l’alzatina permette di limitare il rischio di fessurazioni, mentre un giunto assicura una finitura più curata.
Su supporti in compensato, legno esotico, multistrato o compensato marino, è necessario prima bloccare la risalita dei tannini con una vernice glicero oppure con due mani di vernice High Protect, rispettando 12 ore di asciugatura tra una mano e l’altra, prima di applicare il primer universale.
Per le superfici orizzontali molto sollecitate, come piani di lavoro o alzatine esposte a schizzi e macchie, consigliamo di applicare da 3 a 4 mani di vernice High Protect per ottenere la massima protezione.
Realizzare il microcemento in una doccia
Nella doccia, l’impermeabilizzazione del supporto è un prerequisito fondamentale. Se la superficie non è stata impermeabilizzata in precedenza, consigliamo di applicare una resina impermeabilizzante con bande di rinforzo negli angoli prima di posare il microcemento. Una volta che l’impermeabilizzazione è completamente asciutta, il microcemento può essere applicato direttamente sopra.
I punti singolari, come lo scarico o la canalina, richiedono particolare attenzione. Il microcemento deve terminare in modo pulito sul bordo dello scarico, quindi la protezione deve essere rinforzata con la vernice e un sigillante siliconico sanitario attorno alla zona per limitare il rischio di infiltrazioni. Su piatti doccia e piani lavabo si consigliano da 3 a 4 mani di vernice, fino a 4 mani in caso di utilizzo intenso.
Realizzare il microcemento su una parete
L’applicazione a parete è una delle più semplici, a condizione di lavorare su un supporto asciutto, sano e correttamente preparato. Il primer universale resta indispensabile per uniformare il fondo e migliorare l’adesione.
La posa del microcemento rimane identica: due strati sottili, lisciatura, leggera carteggiatura e protezione finale. Per le pareti, la protezione può essere garantita con un turapori seguito da una vernice EasyProtect applicata in 2 mani, rispettando almeno 4 ore tra la prima e la seconda mano. Una terza mano può essere utile a seconda della porosità del supporto.
Realizzare il microcemento su un pavimento
I pavimenti richiedono particolare attenzione all’umidità del supporto, che deve rimanere inferiore o uguale al 5%. Nelle case antiche o sulle solette posate direttamente sul terreno, è necessario verificare l’eventuale presenza di risalite capillari con un test della pellicola plastica per 48 ore. In caso di umidità proveniente dal basso, è indispensabile applicare un primer epossidico tipo Revepoxy ARC in due mani con spolvero di silice sull’ultima mano.
Dopo l’applicazione dei due strati di microcemento e della lisciatura, il pavimento deve essere protetto con un turapori seguito da 2 o 3 mani di vernice High Protect a seconda dell’intensità del passaggio e del rischio di macchie. È inoltre necessario evitare temperature troppo basse durante l’applicazione della vernice, per non provocare fenomeni di sbiancamento.
Realizzare il microcemento su piastrelle
Sì, è possibile realizzare il microcemento su piastrelle, a condizione che il rivestimento sia sano, aderente, pulito, sgrassato e perfettamente asciutto. Tutte le tracce di silicone devono essere eliminate e le irregolarità corrette prima di qualsiasi intervento.
La metodologia differisce leggermente rispetto a un supporto grezzo, poiché occorre prima applicare un primer universale su tutta la superficie e successivamente trattare le fughe. Consigliamo di applicare una prima mano di rasante Ragreplus sulle fughe, poi una seconda mano su tutta la superficie per uniformare il supporto. Questa fase è essenziale per evitare che il segno delle fughe riappaia nel tempo. Per rinforzare ulteriormente il sistema, è possibile annegare una fibra di rinforzo nel rasante.
Una volta che il supporto è stato lisciato e stabilizzato, l’applicazione del microcemento segue il protocollo classico: due mani, lisciatura, leggera carteggiatura, turapori e vernice. Su piastrelle in bagno, cucina o piatti doccia possono essere necessarie da 3 a 4 mani di vernice. Un traffico leggero rimane possibile durante i primi 7 giorni, ma il contatto prolungato con l’acqua deve essere evitato prima del completo tempo di asciugatura.
Realizzare il microcemento su un camino
Il microcemento può essere applicato sul rivestimento esterno di un camino per creare una finitura contemporanea e uniforme. Tuttavia, non deve mai essere applicato all’interno del focolare né sulle zone a contatto diretto con la fiamma.
È inoltre necessario considerare il calore. Il microcemento e soprattutto la sua vernice protettiva non sono progettati per sopportare temperature troppo elevate. Un’esposizione superiore a circa 60 °C può provocare l’ingiallimento o l’annerimento della vernice. Consigliamo quindi di mantenere una distanza di sicurezza di almeno 20 cm dalle zone più calde. Il protocollo di applicazione rimane identico, ma la posa deve essere effettuata lontano da qualsiasi umidità e con una temperatura di asciugatura superiore a 10 °C per evitare lo sbiancamento del turapori o della vernice.
Realizzare il microcemento su una scala
Il microcemento è perfettamente adatto alle scale interne ed esterne, a condizione che il supporto sia stabile, asciutto e ben preparato. Su una scala esterna è necessario prestare particolare attenzione alle risalite capillari e prevedere, se necessario, un primer epossidico con spolvero di silice.
L’applicazione su una scala richiede soprattutto precisione negli angoli, nelle alzate e nei bordi dei gradini. Gli strati devono rimanere sottili e regolari per mantenere una buona definizione delle forme. Per quanto riguarda la protezione, 2 mani di vernice rappresentano una base minima, ma una terza mano è preferibile in caso di traffico intenso. Se si desidera un aspetto più rustico e materico, è spesso necessaria una mano supplementare di vernice per mantenere una protezione efficace.
Realizzare il microcemento all’esterno
Il microcemento può essere utilizzato all’esterno su terrazze, scale o cucine estive, ma il supporto deve essere perfettamente asciutto, coeso e protetto dalle risalite di umidità. Su una soletta posata direttamente sul terreno è indispensabile utilizzare un primer epossidico con spolvero di silice.
La vernice High Protect è particolarmente adatta per l’esterno perché resiste ai raggi UV, all’acqua e alle macchie. Dopo l’applicazione del turapori, sono necessarie almeno 2 mani di vernice, con una terza mano consigliata in base alla porosità del supporto e all’esposizione. Per evitare infiltrazioni lungo i bordi, soprattutto in assenza di battiscopa, consigliamo di creare un risvolto di 5 cm in microcemento oppure di rifinire tutti gli angoli con un sigillante trasparente.
Gli errori da evitare
Una preparazione scorretta del supporto è la prima causa di insuccesso. È inoltre frequente non rispettare correttamente i dosaggi o i tempi di asciugatura.
L’assenza di protezione o una protezione insufficiente provoca macchie e un’usura prematura.
Manutenzione e durata
Il microcemento deve essere pulito con prodotti delicati. Si consiglia di attendere circa 20 giorni prima di qualsiasi pulizia con detergente, in modo da lasciare al sistema il tempo di raggiungere la massima resistenza.
Punti chiave
Realizzare il microcemento non significa soltanto applicare un rivestimento decorativo: la buona riuscita dipende prima di tutto dalla preparazione del supporto e dalla scelta del sistema adatto in base all’utilizzo. Su piastrelle, è necessario trattare le fughe con un rasante adeguato. In doccia, l’impermeabilizzazione e il trattamento dei punti singolari sono indispensabili. Su pavimento, scala o all’esterno, la gestione dell’umidità e il livello di protezione finale fanno la differenza. Infine, la lisciatura, la leggera carteggiatura e il corretto numero di mani di vernice determinano sia l’estetica sia la durata del rivestimento.
Consiglio dell’esperto Arcane
« Non cercate di risparmiare tempo sulla preparazione: è proprio questa fase che determina la durata del microcemento nel tempo. Su supporti complessi, come piastrelle, scale o docce, è preferibile rinforzare il sistema piuttosto che puntare a una posa troppo rapida.
Lavorate sempre con strumenti puliti, dai bordi arrotondati, e adattate la loro dimensione alla superficie da coprire. Durante la lisciatura, iniziate con un gesto leggero, quasi piatto, aumentando progressivamente la pressione solo quando il materiale ha raggiunto il giusto grado di presa.
Su tutte le zone esposte ad acqua stagnante, macchie o traffico intenso, aumentate il numero di mani di vernice. È spesso quest’ultima fase, considerata secondaria, a fare la differenza tra un microcemento esteticamente bello per poche settimane e un rivestimento durevole per anni. »
Domande frequenti
Quali sono gli svantaggi del microcemento?
Il microcemento è un rivestimento tecnico che richiede una posa rigorosa. Una preparazione scorretta del supporto o una protezione insufficiente possono provocare fessurazioni, macchie o un’usura prematura. È inoltre sensibile agli errori di applicazione, soprattutto su supporti complessi come le piastrelle o negli ambienti umidi.


